David ZEHNDER

DEER CROSSING (Hahnemühle Paper, wooden frames)

(nasce a Brig nel 1978, vive e lavora a Berna) è un artista che ha studiato alla Scuola di Fotografia di Vevey e alla Scuola d’Arte Contemporanea e Disegno di Berna. Come un comune fotografo scatta immagini o le preleva da internet. Attingendo da materiali di professionisti o di video amatori, trasforma il suo ruolo di autore-artista in quello di un ricercatore che, esplorando l’altrove tramite scatti di estranei, abbassa la sua carica di soggettività e alza il suo spirito critico, realizzando una ricerca di carattere sociologico, culturale e politico, nello stile del documentarista. Nelle foto di Deer Crossing, 2013, l’artista si pone la domanda sullo statuto dell’immagine fotografica, sull’appartenenza dello scatto e sulla natura decorativa di un soggetto, come il cervo, che ricorre in dipinti ed arazzi da chalet, in quella tipologia d’arte che prende il nome di Kitsch Wild. Il suo lavoro si configura come una riflessione sulla società dei touch screen, dove la ritualità quotidiana, il consumo virtuale di un erotismo di massa, delineano un inquietante quadro del contemporaneo. In mostra a Milano presenta la video-proiezione All you can eat, 7’42”, del 2011, una serie di scatti ripresi, su internet, da video di dilettanti, in cui appassionati collezionisti di armi arrivano a presentarle con orgoglio, per ribadirne visivamente la proprietà, sul tavolo dove consumano la prima colazione. Il quadretto così concepito rientra classicamente nella tipologia della Natura Morta, dove il rimando alle simbologie di caducità delle Vanitas è inevitabile. David Zehnder afferma che, nel tentativo di sminuire il valore sociale delle armi, focalizza l’attenzione sul cibo, in modo da rendere leggibile la scena come un normale menu. Niente lo può trattenere, tuttavia, dal testimoniare la facilità con cui ci si può procurare dei fucili in una società che ancora li collega ad un codice di mascolinità. Riproducendo il momento esibitivo, da parte di un soggetto anonimo,  di armi, cibi, oggetti, Zehnder realizza un acuto ritratto delle insicurezze e del fanatismo di certi individui d’oggi.