UN ITINERARIO POLIFONICO crossover dell’arte e della cultura contemporanea iraniana

SPECIAL PROJECT

un itinerario polifonico

crossover dell’arte e della cultura contemporanea iraniana

a polyphonic itinerary

crossover of iranian contemporary art and culture

vis-à-vis

Saeed Kouros

oltre la parola – beyond the word

Abbas Gharib

il silenzio racconta – the silence speaks

con la proiezione straordinaria del video

Roads di Abbas Kiarostami

 

INAUGURAZIONE

venerdì 2 dicembre 2016

dalle 18.00 alle 21.00

mostra fino al 29 gennaio 2017

Milano – In linea con il programma di proposte internazionali, C|E Contemporary Milano, in collaborazione con Tenstar Community – movimento per la nuova formazione cultura e creatività, presenta il progetto speciale Un itinerario polifonico – crossover dellarte e della cultura contemporanea iraniana vis-à-vis Saeed Kouros Oltre la parola e Abbas Gharib Il silenzio racconta.

Inaugurazione venerdì 2 dicembre dalle ore 18.00 alle 21.00 alla presenza degli artisti, con proiezione straordinaria del video documentario Roads di Abbas Kiarostami, maestro del cinema iraniano, vincitore della Palma d’oro del Festival di Cannes nel 1997, recentemente scomparso.

La proiezione, voluta dall’architetto Abbas Gharib, vista l’amicizia che lo legava al grande cineasta, crea in mostra un dialogo con le opere fotografiche a ricreare le lunghe conversazioni che i due avevano sulla forza della natura. L’impressione è quella di avere il privilegio di assistere ad una conversazione, meditazione fra due amici sulla grandezza della natura incontaminata e sul bisogno di fuga dalla complessità della vita quotidiana.

In un mattino nevoso corro fuori, senza cappello e senza cappotto, felice come un bambino. Abbas Kiarostami

Disponibile in mostra il catalogo dell’opera dell’artista Saeed Kouros. La pubblicazione bilingue (italiano/inglese) edita da “InSedicesimo” con i testi di Viana Conti – critico d’arte e giornalista – raccoglie non solo le opere esposte presso C|E Contemporary, ma anche i pezzi storici del percorso artistico dell’artista iraniano.

Saeed Kouros

Oltre la parola

Beyond the word

di Viana Conti

Saeed Kouros (nato in Iran nel 1942) esponente di una pittura astratta di memoria calligrafica e carattere gestuale, si forma in un ambiente familiare dedito al collezionismo sia dell’Arte Islamica e Persiana delle ere Safavid, Zand e Ghajar che dell’Arte Contemporanea Occidentale. Sia per formazione, negli anni giovanili in Svizzera ed in Canada, che per sensibilità, l’artista matura nel tempo, accanto alla passione per il collezionismo e l’impegno nell’imprenditoria, l’intenzione di dedicarsi personalmente ad una tipologia di pittura, prevalentemente ad acrilico su tela, che coniughi un’attitudine calligrafica medio-orientale ad una gestualità pittorica di segno occidentale. La sua intensa esperienza sull’area dell’architettura e del design stimola la sua creatività sia quando dipinge che quando realizza creazioni ambientali. La sua intensità emotiva trova espressione in una scrittura del profondo, che affiora dal suo mondo interiore, da emozioni vissute durante l’infanzia e gli anni della sua formazione internazionale. La sua scrittura pittorica non è costituita da lettere alfabetiche riconoscibili, ma da impulsi gestuali che inventano nuovi alfabeti, tesi ad esprimere le pulsioni segrete dell’inconscio, i momenti emozionali del suo vissuto, l’energia creativa che l’attraversa durante l’azione pittorica. La sua cultura dell’antica scrittura, che ha tratto leggerezza ed eleganza formale dalle lettere e dalla decorazione medio-orientale, si libera dal peso del significato letterale per parlare, al di là della parola, tramite la forma, il gesto, il colore, il corpo, la poesia. La pratica quotidiana, spesso notturna, della pittura, diventa per Saeed Kouros un’azione liberatoria, una conquista di libertà interiore, scaturita da una sorta di esercizio di meditazione nel silenzio del suo atelier, che lo porta a ricercare e trovare la sua più autentica, segreta, identità. Le sue misteriose iscrizioni, provenienti da un mondo onirico e surreale, sembrano avvitate da spirali di vento. Particolarmente espressivi sono anche i suoi disegni a carboncino su carta o cartone. La sua tavolozza cromatica si fonda sui bianchi, i neri, gli azzurri, le ocre dorate. Il suo universo pittorico si suddivide in due principali correnti. Su un versante prende forma la corrente gestuale, astratta, informale, costruita sul vuoto, attraversata da segni o istantanei gesti di scrittura, emancipati dalla leggibilità, perché liberati dal vincolo di un senso, di un significato convenzionale e codificato. Su un altro versante prende forma la corrente geometrica, costruita su un piano cartesiano, su una metrica euclidea, come la mappa di uno spazio abitabile, attraversabile, ma comunque astratto, strutturato da un impianto lineare che si incrocia con tratteggi e riquadri scaturiti da un’esigenza di ordine mentale. La spirale e la curva esprimono l’energia dinamica delle Calligrafie dellAnima di Saeed Kouros, mentre il quadrato e la linea esprimono l’ordine e l’equilibrio delle sue Dimore Mentali.

Saeed Kouros

Oltre la parola

Beyond the word

by Viana Conti

Saeed Kouros is an exponent of abstract painting of a calligraphic memory and gestural character. Born in Tehran in 1942 and raised in a family environment dedicated to art and the collecting of Islamic, Persian Art (Of the Safavid, Zand and Ghajareras ) as well as contemporary art. Saeed has been influenced by his formative years in Switzerland, and Canada and his particular sensitivity has matured over time. Together with his passion for art and his entrepreneurial pursuits, he has engaged in a type of painting (mostly acrylic on canvas), where he has fused and combined an attitude of Middle Eastern gestures with each of his abstract brush strokes. His experience in the area of architecture and design have also stimulated his creativity when he paints. His emotional intensity is expressed through powerful strokes which emerge from his inner world, and emotions experienced by his childhood, formative years, and later tumultuous life. His pictorial writing is not made up of recognizable letters of the alphabet, but gestural impulses inventing new alphabets, aimed to express the unconscious secret impulses, emotional moments of his experiences, the creative energy running through it during the pictorial action. Its culture of ancient writing, which draws light and elegant forms by the art of lettering and the Middle Eastern decoration, is freed from the burden of the literal meaning to speak, beyond the word, through the form, gesture, color, the body, poetry. The daily practice, often at night, painting becomes for Saeed Kouros the released action, a conquest of inner freedom, which originated from a kind of meditation exercise in the silence of his studio, which leads him to seek and find its most authentic secret identity. His mysterious inscriptions, from a dreamlike and surreal world, seem to be screwed by wind spirals. Particularly expressive are his charcoal drawings on paper or cardboard. His color palette is based on the whites, the blacks, blues, golden ocher. His pictorial universe is divided into two main currents. On one side it takes shape in the current gestural, abstract, informal, built on the void, crossed by signs or instant writing gestures, emancipated from the legible as it is freed from the constraints of a conventional and coded meaning. On another side is the shaped geometric current, built on a Cartesian plane, on a Euclidean metric, such as the map of a living space, traversable, but still abstract, structured by a linear system, which intersects with hatches and panels resulting from a need for mental order. The spiral and curve express the dynamic calligraphic energy from the Soul of Saeed Kouros, while the square and the line expressing the order and balance of his Dimore Mentali.

Abbas Gharib

Paesaggi naturali, alberi, la neve.

di Clelia Belgrado

La sensazione di solitudine e’ interrotta da figure come ad accompagnarci lungo un cammino in questo regno duro eppure sublime.

Gharib con estremo rispetto, semplicità e senza presunzione ci invita a seguire quasi in punta di piedi, attraverso questa sua rappresentazione minimale, quasi astratta, lo sguardo del suo grande amico e regista Iraniano Abbas Kiarostami.

Kiarostami aveva catturato nella sua Photo Collection Snow White la bellezza naturale del paesaggio iraniano in bianco e nero. Il contrasto di luci e ombre in questi paesaggi innevati, la semplice purezza delle linee, l’attenzione sugli alberi e gli schemi che i loro tronchi e rami creano attraverso le ombre sulla superficie abbagliante e irregolare della neve bagnata dal sole, sono visioni allo stesso tempo introspettive e profondamente universali; la grandezza e bellezza del mondo naturale incontaminato, stilizzate attraverso le tonalità di grigio, evocano uno stato d’animo di meditazione solitaria.

Gharib, in quello che potrebbe essere letto come una sorta di omaggio, sembra voler dar vita visiva alle sue lunghe conversazioni con Kiarostami sulla forza della natura – la neve che annulla ogni riferimento geografico, non importa se siamo a Teheran o sulle colline intorno a Verona, che lava e purifica da ogni appartenenza o attinenza politica-religiosa –, come a voler rianimare le innumerevoli domande senza risposta che emergono improvvisamente quando si osserva la natura nella sua maestosa semplicità.

L’impressione è quella di avere il privilegio di assistere ad una conversazione, meditazione fra due amici sulla grandezza della natura incontaminata e sul bisogno di fuga dalla complessità della vita quotidiana.

 

In un mattino nevoso corro fuori, senza cappello e senza cappotto, felice come un bambino.”

Abbas Kiarostami

 

Comments are closed.