Federica MARANGONI

 

 

Mani people

Mani people, mani dell’artista in vetro con scritta al neon azzurra

Federica Marangoni, artista e designer veneziana, lavorando a livello internazionale, per tutta la sua carriera ha sperimentato diversi materiali e media tecnologici. Seguendo una precisa scelta professionale e culturale, che l’ha portata a spaziare in un modo molto eclettico ed interdisciplinare verso tutti i settori della comunicazione, accanto al suo percorso artistico di scultore, cresce la sua attività di designer.

Nel 1970, stabilisce a Venezia il proprio studio: Fedra Studio Design. Nello stesso anno, inizia a usare il vetro, lavorando con frequenza costante in molte fornaci muranesi . Progetta oggetti di design per la produzione, così come sculture in vetro e grandi installazioni, in cui i media tecnologici, come il video e la luce al neon, combinati con la trasparenza e fragilità del vetro rendono la sua opera unica nel panorama dell’arte contemporanea .

Dalla metà degli anni Settanta a oggi, l’uso della tecnologia elettronica sarà uno dei suoi principali mezzi di espressione.

Dal 1976 al 1989, è professore aggiunto nel Dipartimento di Arte e Educazione Artistica presso la New York University. Sempre presso la NYU, tiene seminari e corsi estivi a Venezia con un workshop sul vetro. Tiene anche lezioni e corsi in molte università negli Stati Uniti e in centri culturali: Wayne State University, Detroit , Michigan (1977); Centro per gli Studi Creativi, Dipartimento del Vetro, Università di Arte e Design, Detroit, Michigan (1979); Patterson State College , N.J. (1978); Columbia University, New York , NY (1978); Parson School of Design, Altos de Chavon, Repubblica Dominicana (workshop, novembre 1984); Pratt Institute, New York, NY (1995); Virginia Beach Art Center (1996).

Queste lezioni si concentrano su un tema su cui Marangoni da tempo stava indagando : “Arte, Art&Crafts , Design: confronto, analisi e interattività”.

Federica Marangoni ha esposto in numerosi musei e mostre internazionali: MoMA (New York 1980), Musée des Arts Décoratifs (Losanna 1988/92) Museo Bellerive (Zurigo 1988), Palazzo dei Diamanti (Ferrara 1980/1983), Palazzo Dugnani (Comune di Milano 1984), Hara Museo (Tokyo 1990), Kunstmuseum (Dusseldorf 1990), La Biennale di Venezia (Venezia 1971/80/95/97/ 2011), Hivernacle (Barcellona, 1989), Galleria Holly Salomon (New York 1995), Centro per le Arti (Virginia U.S.A. 1996), Palazzo Ducale ‘Aperto Vetro’ (Venezia 1999), Skulpturen-Glaskasten Marl Museo (DE – 2000), “Biennale Internazionale delle Arti Elettroniche: Arte e comunicazione” (Roma), Ernsting Stiftung Alter Hof Herding (Coesfeld, Germany), “Global Art Glass Triennial” ( Borgholm Slott, Öland, Sweden), Fondazione Peggy Guggenheim (Venezia, 2001), CAC Ticino (Bellinzona, CH), Galleria Remy Toledo (New York, 2005), Istituto Italiano di Cultura (Madrid, 2006), Castello Sforzesco (Milan), Carnagie Museum of Art (Pittsburgh, USA), Museo di Villa Croce (Genoa), Istituto Italiano di Cultura (New York, USA), 54ma Biennale d’Arte Contemporanea di Venezia, Padiglione Italiano.